lunedì 18 luglio 2022

"Intervista a Sandra Dema"


LA SCRITTRICE SANDRA DEMA SI RACCONTA ALLE PICCOLE EMOZIONI

Le Piccole Emozioni




Scrittrice di libri per l'infanzia, ha al suo attivo numerose pubblicazioni con 


diverse case editrici italiane una francese. 


Si occupa inoltre di: promozioni alla lettura nelle scuole e nelle biblioteche,

 
progettazione di attività  educative ambito ambientale, interculturale, alla


convivenza civile e di formazione per insegnanti e genitori.



Le ultime pubblicazioni sono: 


  • Strategie per (non)fare i compiti (Il Ciliegio ediz.) 


  • Una storia così così (Le Brumaie edit.), 


  • PIM (Il Ciliegio ediz.) 


  • Giallo il Palo (Gruppo Abele ediz.) 


  • Di salto in  salto (Le Brumaie edit.)


  • Sassolino (Il Ciliegio ediz.), 


  • Dov'è il nome del regno senza nome? (Notes ediz.), 


  • Geltrude senza piume (AAM Terranuova ediz.)




.
Per gli adulti ha scritto il manuale Elogio del tempo perso (La Meridiana


editr.), l'albo illustrato per neogenitori Parole in fascia  (Marotta e

 
Cafiero ediz.) il piccolo libro  poesie ATTIMI (Bertoni edit.)




Come hai cominciato a scrivere libri per bambini/ragazzi?
Ho iniziato a scrivere in modo casuale, non immaginavo assolutamente di avere questa passione. Faccio un passo indietro. Mi occupavo in quel periodo di ideazione e animazione di attività educative sull'intercultura, consumo consapevole, non violenza, ambiente. 
Elaborai con una collega un progetto dal titolo Le Avventure di Tantetinte nel Mar Mediterraneo da presentare alle scuole. Lo rappresentammo anche in tante biblioteche e al Salone del libro di Torino. Fu accolto e apprezzato molto tanto che le insegnanti ci chiesero di avere il testo. Io meditai un po' e decisi che non era il caso di "svendere" la nostra idea in quel modo. Pensai di contattare una casa editrice per sottoporre il testo e il progetto. La proposta, dopo un'attenta valutazione anche dal comitato di lettura composto da molte insegnanti, fu reputata positiva e si incominciò a parlare di pubblicazione. Il loro intento però era di farlo diventare un progetto ambizioso di educazione alla convivenza civile che abbracciasse tutti i 5 anni della scuola elementare (allora si chiamava ancora così). Il racconto doveva essere corredato da schede didattiche e di approfondimento per accompagnare le insegnanti nel percorso. 
La mia collega si defilò, reputando il lavoro troppo impegnativo; io invece accettai  la sfida e mi buttai pancia a terra nell'elaborazione di quanto richiesto. Un lavoro immane che diede i suoi frutti con la pubblicazione de IL PESCIOLINO TANTETINTE (Il Capitello ediz.), progetto di educazione alla convivenza civile per la scuola elementare. 
Dopo quella grande scoperta non ho più smesso di scrivere!

Come nasce un libro? 
Ovviamente quando si scrive una storia si spera che si traduca in una pubblicazione. Fatta questa premessa posso dire che le mie storie nascono dalla vita vissuta, dall'osservazione delle persone e delle cose intorno (natura, oggetti, situazioni, fatti...), dai valori in cui credo, dalla creatività... 
Tutti o parte di questi ingredienti alimentano l'idea, intorno alla quale si intreccia la trama. Non è detto che la prima stesura sia quella definitiva, dipende... A me è capitato più volte di essere partita con un'idea e di aver imboccato una direzione diversa da quella immaginata dalla trama (che avevo scritto). Le parole hanno la loro strada da seguire e bisogna assecondarle. Nel caso di un albo illustrato la parte iconica è di estrema importanza. Per cui è necessario che i due registri narrativi vadano a braccetto "ammiccandosi" l'un l'altro e si sostengano.

Cosa ti piace di più dell'essere scrittore?
La mia più grande soddisfazione è sapere che i miei libri sono letti, apprezzati  e utilizzati anche nelle classi; inoltre,  avere la possibilità di incontrare i bambini e raccontare le mie storie accompagnandole con dei laboratori creativi, di riflessione, di gioco nelle scuole è per me fonte di gioia e gratificazione. Purtroppo il periodo che abbiamo vissuto e del quale si sentono ancora gli strascichi (speriamo non si riproponga in autunno), non mi hanno consentito di alimentare e tener vivo il contatto vis a vis. Ne sento davvero molto la mancanza. 

In questi anni di pandemia il mondo il giovane lettore è cambiato?
Non saprei, penso che la pandemia abbia dato la possibilità di fermarsi un po', facendosi accompagnare da un buon libro per superare i momenti di disagio e sconforto. Abbracciare un libro è come trasmettere un pensiero positivo a chi l'ha scritto! 

Cosa leggi nel tuo tempo libero?
Leggo libri di poesie, romanzi, saggi. 
Non amo il genere fantasy, horror e thriller.

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