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domenica 31 luglio 2022
"Cheesecake"
sabato 30 luglio 2022
"Gianna e il Coccodrillo"
venerdì 29 luglio 2022
giovedì 28 luglio 2022
"Intervista a Manuel Vertemara"
"Illustrazioni di Manuel Vertemara"
mercoledì 27 luglio 2022
"A tutta fantasia!"
"La giungla di Tommy"
martedì 26 luglio 2022
"Libreria Il Dondolibro"
lunedì 25 luglio 2022
"L'arcobaleno del tempo"
domenica 24 luglio 2022
"Pesciolini"
sabato 23 luglio 2022
"Un'estate giapponese"
"Bambini in cucina"
venerdì 22 luglio 2022
giovedì 21 luglio 2022
"Se incontrassi un orso"
lunedì 18 luglio 2022
"Facciamo che eravamo"
"Intervista a Sandra Dema"
- Strategie per (non)fare i compiti (Il Ciliegio ediz.)
- Una storia così così (Le Brumaie edit.),
- PIM (Il Ciliegio ediz.)
- Giallo il Palo (Gruppo Abele ediz.)
- Di salto in salto (Le Brumaie edit.)
- Sassolino (Il Ciliegio ediz.),
- Dov'è il nome del regno senza nome? (Notes ediz.),
- Geltrude senza piume (AAM Terranuova ediz.)
domenica 17 luglio 2022
sabato 16 luglio 2022
"I Ragazzi dell'Altro Mare"
giovedì 14 luglio 2022
mercoledì 13 luglio 2022
"Emily una draghetta speciale"
"I Perché di Nùt"
"Intervista Doppia a Sara Carpani e Luca Tozzi"
Luca e Sara come nasce la vostra collaborazione e da quanto tempo dura?
Io e Luca ci siamo conosciuti presso la scuola di scrittura Bottega Finzioni nel 2018. Spesso il lavoro dello scrittore è considerato solitario, a volte dagli stessi scrittori; un pregio di questa ottima scuola è invece insegnare che si può – e a volte si deve, come nel caso della scrittura di un prodotto televisivo o cinematografico – scrivere assieme. Per questo ci siamo trovati a lavorare insieme ad alcuni progetti proposti dalla scuola. Tra i vari corsi proposti da Bottega Finzioni, inoltre, c’era quello di albo illustrato. La docente Cristina Petit, allora editor di Leone Verde, notò la mia propensione al disegno e mi propose di illustrare un albo per Leone Verde. Io accettai di buon grado: ero doppiamente felice, perché il testo era proprio dell’amico e collega di corso Luca Tozzi. Così nacque il nostro primo albo insieme, “Mia mamma è un albero, mio papà un orso”.
Ho conosciuto Sara nel 2018 nelle aule di Bottega Finzioni, la scuola di scrittura fondata da Carlo Lucarelli. Durante il corso di albo illustrato, tenuto da Cristina Petit, cominciai a lavorare su un’idea che mi avrebbe portato a scrivere “Mia mamma è un albero, mio papà un orso”. Cristina, allora editor per “Il leone verde piccoli”, propose all’editore il mio testo scegliendo proprio Sara come illustratrice.
Ci raccontate qualche aneddoto divertente della vostra collaborazione?
Quando Cristina propose a Luca di pubblicare “Mia mamma è un albero, mio papà un orso”, gli disse che sarebbe stato illustrato da “una illustratrice bravissima”. Chissà a quale affermata autrice ha pensato lui! Non immaginate la sua delusione, quando gli dissi che la bravissima illustratrice ero io. Scherzi a parte, sì, penso di essermi trovata subito bene con lui. Lui, all’inizio, forse temeva che io fossi un po’ matta. Inizialmente Luca sembra un burberone, ma in realtà è come un fico d’india: basta aprirlo pian piano e con cura, per evitare le spine... per trovare un cuore dolce. Capito questo, collaborare è stato semplice, quasi sempre! Io, invece, ho un carattere opposto: all’inizio sono solare e propositiva, sempre pronta ad accontentare tutti con il tempo però mi trasformo in una belva rompiscatole. Poveretto, non aveva idea di quello che lo avrebbe aspettato! Penso siano proprio queste differenze caratteriali che hanno dato ricchezza ai nostri lavori. Sul lavoro, Luca ha una mente analitica che mi ha aiutata tantissimo, mi ha fatto crescere e migliorare nell’organizzazione del lavoro e mi ha spronata ad essere sempre più professionale. Non si accontenta mai, mi ha sempre spinta ad alzare l’asticella, a costo di fare tanta fatica. Ma, a posteriori, questo mi ha aiutata a superare i miei limiti, sia tecnici che mentali. Non credo che sarei arrivata a questo punto senza di lui. Ma Luca è anche un creativo. Ha un senso dell’umorismo impareggiabile, il che ha reso la collaborazione estremamente divertente, anche nei momenti più faticosi. Ha una propensione innata per la struttura narrativa (è un bravo sceneggiatore), ha una buona immaginazione visiva. Io, d’altro canto, ho una mente trasversale che può averlo aiutato a vedere le cose da una prospettiva inedita ed originale. A me piace approfondire gli aspetti psicologici, mi nutro di azioni interiori; lui è più per gli accadimenti esteriori. Io sono dissonante, ho un umorismo un po’ black, vedo sempre le cose di sbieco, a volte un po’ troppo. Lui mi riporta sulla strada maestra, rendendo le mie trovate comprensibili a tutti, ma lasciando quel tocco di follia, quella nota blu che caratterizza i nostri lavori. Anche in questo caso, le differenze tra noi sono la nostra ricchezza.
Le collaborazioni sono fatte di confronti e i confronti, a volte, sono fatti di attriti. É normale. Ricordo che durante la realizzazione di “L’amore a 126 cm da terra” (dove Sara è sia co-autrice che illustratrice) più di una volta ci siamo trovati in totale disaccordo su alcune scelte e non è stato semplice arrivare a una soluzione che soddisfacesse entrambi. Tuttavia ritengo che questa “fatica” abbia giovato al libro, l’abbia reso più completo, e sia stata determinante nel fargli raggiungere i riconoscimenti che ha ottenuto. Poi, io sono abbastanza tremendo. Non è raro che scarti un’idea di Sara, salvo poi riproporla qualche settimana dopo spacciandola per mia (ma non lo faccio apposta, è solo distrazione) ;-)