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mercoledì 31 maggio 2023
martedì 30 maggio 2023
lunedì 29 maggio 2023
domenica 28 maggio 2023
sabato 27 maggio 2023
"Pinocchio"
venerdì 26 maggio 2023
giovedì 25 maggio 2023
martedì 23 maggio 2023
"Al Museo"
Siete mai stati in un museo? Come vi siete sentiti davanti alle opere d'arte esposte? I vostri occhi hanno cercato dettagli e particolarità nascoste?
lunedì 22 maggio 2023
"A letto, bambini!"
"I tre gatti"
giovedì 18 maggio 2023
mercoledì 17 maggio 2023
"Intervista doppia Chiara Lossani-Bimba Landmann"
Le Piccole Emozioni ospitano con grande piacere Chiara Lossani e Bimba Landmann. Insieme raccontano com'è nato il loro libro su "Pinocchio".
Bimba, Chiara come nasce la vostra collaborazione e da quanto tempo dura?
Chiara: Bimba ed io collaboriamo da tanti anni, da quel nostro “Il viaggio di Abar e Babir “pubblicato con edizioni Arka nel 1998 e ripubblicato come albo illustrato nel 2019. Ricordo che quando vidi per la prima volta le sue illustrazioni mi vennero i brividi, e pensai che aveva saputo rappresentare con poesia e bellezza la mia fantasia. Con questo libro abbiamo vinto una Menzione speciale al Premio Castello e il Premio Internazionale dell’illustrazione per l’infanzia Rolf Lidberg, Città di Cefalù. Un libro fortunato, che è stato messo in scena da numerosissime scuole in tutta Italia. Da allora abbiamo pubblicato insieme: Quel genio di Michelangelo, Iqbal il sogno di un bambino schiavo in collaborazione con UNICEF, Alla ricerca del Sacro Graal sempre con Arka, e Pinocchio con Jacabook. La nostra è una collaborazione-amicizia intensa, che diventa quotidiana quando realizziamo un libro, e lo scambio di idee è un flusso continuo che ci fa trascorrere insieme momenti bellissimi. Bimba è un’artista e una persona straordinaria, sono felice di averla come amica.
Bimba: ringrazio Chiara per le cose bellissime che ha detto! Ho profonda stima di Chiara, sia umanamente che del suo lavoro. E' una carissima amica e lavorare con lei è una grande ricchezza per me, una fonte di crescita continua. Insieme ci ritroviamo anche bambine, come quando si giocava e si diceva “facciamo che tu eri...e io ero...?” e si partiva per incredibili avventure. Così è per noi, che quando abbiamo un'idea, ci esaltiamo come delle bambine, ridiamo, ci entusiasmiamo, ci immergiamo completamente in quello che stiamo facendo con passione, allegria, giocosità e amore.
Come hai fatto a rendere la storia e un personaggio così famoso come Pinocchio unico e originale?
Chiara: premetto che da bambina Pinocchio non mi piaceva, preferivo le storie delle bambine sagge... E’ stato solo da grande, che ho l’ho ritrovato grazie ai miei nipotini, alla loro allegra scoperta del mondo, alle loro scanzonate marachelle. E poi, attraverso l’amore per loro, l’ho ritrovato in me, ricordandomi di quella parte Pinocchiesca che mi ha accompagnato da bambina. Di riscriverlo però non ci pensavo - anche perché son sempre stata scettica riguardo alle riscritture dei classici. Però, senza volerlo, ormai ero entrata nel mondo di Pinocchio, e così – attraverso un sogno- lui mi è venuto a cercare, mi ha preso per mano, mi ha spinto a riscrivere la sua storia, e mentre scrivevo ha cominciato a dialogare con me, intervenendo tra le righe, giocando con me in un dialogo a volte irriverente, a volte serio ma sempre spassosissimo. Quando presento il libro e i bambini mi chiedono: Ma come hai fatto a trovare Pinocchio e a parlargli? Io rispondo: Non sono io che ho trovato lui, ma è LUI che ha trovato me, mi ha tirato per il braccio mi si è messo vicino, e ha cominciato a raccontarmi la sua versione dei fatti.
In questo sta l’originalità del nostro libro: per la prima volta, è Pinocchio a raccontare quel che gli è successo, a confidare ai lettori i suoi pensieri e soprattutto i suoi sentimenti. “Questa è la mia storia”, mi ha detto, io gliel’ho riconosciuto e mi sono messa da parte!
Fin dall’inizio, Pinocchio ha messo in chiaro le cose chiamandomi scrittrice-copiatrice, titolo che a prima vista può apparire irriverente ( come ogni sua espressione, del resto) ma che in fondo mi trova d’accordo. La storia l’ha scritta Carlo Lorenzini, un genio a parer mio, e la mia è un’interpretazione libera. In cui mi sono divertita un sacco e spero che diverta anche i lettori.
Bimba: ho subito immaginato un Pinocchio tridimensionale, fatto di legno e materiali di recupero: l'abito ad esempio è fatto con una sottile velo di fazzoletto per il naso! Ed è apparso lui: subito così, senza prove, ripensamenti, era già lui. Mi è sembrato subito birichino al punto giusto, sognatore e ingenuo. Ed anche poetico. Mi sembrava perfetto per la storia. E così ho mandato la sua fotografia a Chiara e le ho chiesto “cosa ne pensi? Sono io? O non ancora?”