mercoledì 22 dicembre 2021

"Intervista DOPPIA a Michele D'Ignazio e Sergio Olivotti"

               

 


LO SCRITTORE MICHELE D'IGNAZIO E L'ILLUSTRATORE SERGIO OLIVOTTI  RACCONTANO ALLE PICCOLE EMOZIONI LA LORO COLLABORAZIONE NELLA REALIZZAZIONE DI UNA DIVERTENTISSIMA TRILOGIA SU BABBO NATALE





Come avete fatto a rendere un personaggio "inflazionato" come Babbo Natale unico e originale?

M: Rendendolo contemporaneo, in maniera ironica. Il mio è un Babbo Natale che viene licenziato, che trova una multa infilzata sulla punta delle corna di una renna, che viene inseguito da un vigilante, che rischia di essere sostituito da un esercito di droni, che deve fare il renna-lavaggio, che riceve lettere dai bambini in cui chiedono sempre più attenzione per il bene e il futuro del pianeta. Insomma, l’ho calato nei nostri giorni. Babbo Natale è uno di noi.

S: È vero che Babbo Natale è un po’ inflazionato ma ai bimbi piace sempre, stravolgerlo per uscire dai clichè sarebbe stato inopportuno. Sicuramente ho amato di più disegnare gli elfi: son più simpatici. È come dire: Babbo Natale sta a Topolino come gli elfi stanno a Pippo. 


Da cosa siete partiti per creare l'ambientazione e gli altri divertenti personaggi?

M: Dal mondo del lavoro e da come sta cambiando rapidamente. Strano a dirsi ma una delle parti che piace di più ai bambini sono i colloqui di lavoro, al ristorante, al call center, alla ludoteca. Nelle scuole li mettiamo in scena, improvvisando. Viene fuori di tutto!

S: Non parto mai da un particolare, parto dall'idea e poi la schematizzo in forme geometriche: Babbo Natale fondamentalmente è fatto di due cerchi leggermente scostati, uno è la pancia e l’altro la barba.

Un aneddoto divertente nella realizzazione del lavoro? Com'è stato lavorare insieme? 

M: Beh, ricordo molto bene il momento in cui ho visto un netturbino enorme, robusto, con una grande pancia, sollevare un sacco pieno di bottiglie di plastica e caricarselo sulle spalle. È lì che ho avuto uno degli spunti fondamentali per scrivere la storia. "Ehi, mi ricorda qualcuno!" ho pensato.
Sergio è bravissimo, divertente, generoso e disponibile, proprio come Babbo Natale, anche se è più magro e la barba è solo un po’ accennata. È fantastico lavorare con lui.

S: Aneddoti divertenti c’è ne sarebbero tanti. Mi viene in mente una presentazione in dal con una scuola di Londra. Io parlo male inglese a differenza di Michele, per cui ci eravamo divisi i compiti: Michele parlava e io disegnavo in diretta. Ma a un certo punto Lola, la mia gatta, incuriosita dalle voci dei bambini è salita sul tavolo e si è sdraiata sul foglio da disegno, per cui finalmente ho potuto dire la mia unica frase in inglese, quella che tutti studiano ma non hanno mai occasione per dire:”The cat i son The table!” 

In una letterina a Babbo Natale cosa chiedereste? 
Caro Babbo Natale, quest'anno vorrei...

M: che tutti gli schermi che ci circondano si spegnessero per un po’ e ritornassimo a guardare le stelle, a guardarci negli occhi e a vivere con più semplicità e intensità. 
 
S: Nella letterina chiedo sempre la stessa cosa: tanto amore per tutti!





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