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martedì 30 novembre 2021
"Intervista a Tanja Stephani"
"Illustrazioni di Tanja Stephani"
lunedì 29 novembre 2021
domenica 28 novembre 2021
"Tutte Storie"
"Piccole Donne"
"Intervista a Sara Carpani"
SARA CARPANI SI RACCONTA ALLE PICCOLE EMOZIONI
A volte scrivo, a volte disegno. A volte faccio entrambe le cose. Lo facevo da bambina, l'ho fatto in viaggio da ragazza, da mamma sul tavolo della cucina, quando i bambini dormivano. Ora ho addirittura un intero studio, che condivido con gli illustratori e i fumettisti di domani.
Collaboro come scrittrice e illustratrice con Leone Verde Piccoli, Pulce Edizioni, Il Ciliegio. Con “L'amore a 126 centimetri da terra” (Pulce Edizioni) assieme a Luca Tozzi ho vinto il Premio Rodari Città di Omegna 2020 nella sezione fiabe e filastrocche.
Nel 2020 ho fondato lo Studio Mizar, luogo di incontro con i propri talenti e di confronto con gli altri. Qui insegno fumetto e illustrazione a bambini ragazzi e adulti, organizzo workshop e centri estivi.
QUANDO HAI DECISO DI DIVENTARE ILLUSTRATORE?
Ho sempre amato leggere, scrivere e disegnare, fin da bambina.
Arrivata all’università frequentai alcuni corsi di fumetto professionale, iniziai a partecipare a vari concorsi e avviai le mie prime collaborazioni come illustratrice scientifica e fumettista. Poi, con la nascita dei miei due figli, la mia creatività si è raccolta quasi tutta in loro per molti anni.
Nel 2018 ebbi la fortunatissima idea di iscrivermi alla scuola di scrittura di Bologna “Bottega Finzioni”. Tra i vari corsi c’era anche quello di albo illustrato... la docente di allora, la bravissima Cristina Petit, mi notò e da allora avviammo una meravigliosa collaborazione, che continua ancora adesso!
Insomma, entrai a Bottega Finzioni con il desiderio di diventare una scrittrice per ragazzi, e ne uscii illustratrice! Quando il destino bussa alla porta...
COSA TI PIACE DI PIÙ DI QUESTO LAVORO?
Sono tante le cose che mi piacciono.
Innanzitutto, amo quello spazio raccolto che si crea quando sono al tavolo da disegno, da sola. È vero, è un mestiere solitario: quando si disegna, si disegna da soli.
Eppure, c’è qualcosa di caldo e accogliente in quel metro quadrato illuminato dalla luce da tavolo, una specie di bolla di energia dalla quale può nascere qualsiasi cosa. Tutto ciò che ti passa per la mente e che riesca ad arrivare alle mani.
Disegnare richiede molta pazienza, soprattutto per me, che sono lenta e mi ostino a lavorare in analogico. Mi insegna a non avere fretta. Con il carattere impulsivo e precipitoso che mi ritrovo è un grande insegnamento!